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Il copywriter

Progetto Dal copywriter misterioso
Categoria Creative

Il copywriter

Una figura professionale in bilico tra l’artigiano e lo stratega.

 

Sono migliaia gli stimoli pubblicitari a cui siamo sottoposti ogni giorno, ma solo alcuni di questi riescono a lasciare un segno nella nostra memoria, il quale non sempre si traduce in acquisto.

 

Siamo praticamente tempestati da messaggi pubblicitari e comunicazioni, e l’avvento di Internet ha decisamente contribuito ad aumentarne la diffusione. Quantità ovviamente non significa qualità. È quindi fondamentale rivolgersi a dei professionisti che si occupino proprio della stesura di testi specifici e soprattutto di qualità per riuscire a spiccare in un panorama molto competitivo.

 

In un mondo digitale che richiede un numero sempre maggiore di testi è richiesta una figura professionale che non sappia semplicemente scrivere bene, ma che lo sappia fare in modo strategico e persuasivo.


Nelle agenzie di pubblicità il reparto creativo è composto da due figure chiave: l’art director e il copywriter. Il primo cura la parte visiva: immagini e grafica, il copywriter invece si occupa di tutto ciò che riguarda i contenuti: che siano testi per siti web, brochures, volantini, blog, social media…

Per realizzare dei testi adatti al mondo del web e della pubblicità però, non è sufficiente saper scrivere bene e conoscere la grammatica.

 

Il copywriter


'Knowledge is power'

 

In primo luogo, bisogna conoscere il più possibile l’azienda per cui si lavora: ossia il settore in cui si andrà ad operare. Narra la leggenda che il grande pubblicitario David Ogilvy mandasse i suoi creativi per una settimana nell’azienda per cui avrebbero dovuto lavorare. Ogni attività commerciale ha il proprio raggio d’azione con il suo linguaggio specifico. Altrettanto importante è avere più informazioni possibili per quel che riguarda la storia dell’azienda, il suo positioning sul territorio e i servizi che offre.

 


La scelta del target

 

Ma questo non basta: è altrettanto fondamentale conoscere il target a cui ci si vuole rivolgere. La sua tipologia avrà delle ripercussioni specifiche sul ToV (tono di voce) da utilizzare. A seconda della fascia di età, livello di istruzione etc. etc. si potranno adottare o meno determinati termini. Per esempio: con un target di età media piuttosto elevata difficilmente si potranno usare termini in inglese. Inoltre dobbiamo sempre tenere presente che il linguaggio tecnico andrà adattato, a meno che non ci si stia rivolgendo a un pubblico di specialisti.

 


Assicurarsi di essere SEO-friendly

 

Un altro fattore da non dimenticare è che i siti web vengono sottoposti ad una scansione continua dai motori di ricerca. In base a una serie di parametri tra cui la pertinenza delle parole chiave (key words) e il tempo di permanenza degli utenti sulla pagina, i vari browser valutano come più o meno interessante una pagina e le assegnano un punteggio. Questo ne determina il posizionamento nella SERP: la ricerca organica.

L'arte di orchestrare al meglio le parole chiave è il S.E.O. (Search Engine Optimization).

 

Per ottimizzare questi aspetti, è necessario prendersi molta cura di ogni cosa che scriviamo e preoccuparsi di offrire contenuti di valore per trattenere gli utenti sul proprio sito. Affinché ciò sia possibile è necessario affidarsi a delle figure professionali adeguate. Come diceva il protagonista di un celebre film di Nanni Moretti: «Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!».

 


Anche l'occhio vuole la sua parte

 

Paragonando la scrittura al mondo della cucina, come i migliori chef, non dobbiamo solo saper stimolare il gusto dei clienti, ma anche saper impiattare: perché anche l’occhio vuole la sua parte. Paragonando la schermata del computer ad un piatto, dobbiamo disporre al meglio il testo. Il primo trucco del mestiere è suddividere il testo in paragrafi. In questo modo il testo risulterà meno piatto e il concetto chiave (è buona norma non inserirne più di uno per paragrafo/uno alla volta) verrà percepito meglio. Se proprio non riuscite a fare altrimenti, può essere utile inserire dei sottotitoli e mettere in grassetto alcuni termini chiave.

 


L'arte della persuasione

 

Raggiungere il cliente e farlo in modo comprensibile non è tuttavia ancora sufficiente. Bisogna anche saper essere persuasivi. Chiariamo subito le cose: non bisogna confondere persuasivo con capzioso. Quest’ultimo è ingannevole, falso, insidioso, truffaldino… insomma: in mala fede. Essere persuasivi significa invece avere una piena padronanza dei propri mezzi, in poche parole: saper comunicare.

 

 

Se vuoi rivedere la strategia di comunicazione della tua azienda, scrivici a info@officineimmaginazione.com oppure vieni a trovarci nella nostra web agency di Pocapaglia, tra Alba e Bra.